Italia, Grecia, Siena e i tiranni

Paolo Cesarini fu giornalista, scrittore. Se vogliamo, e non che a lui interessasse essere definito così, intellettuale.

Fu soprattutto senese, della Contrada della Tartuca.

Riprenderne gli scritti può essere difficoltoso (per la reperibilità) ma utile, specie in questi giorni di parallelismi e rievocazioni.

Il maggio scorso fu pubblicato, grazie alla Fondazione Bilenchi, un quaderno diaristico scritto fra Italia e Grecia (i riferimenti sono QUI).

Sulle bancarelle dei libri fuori commercio, fuori catalogo, fuori di tutto, cercate l’eloquente Italiani Cacciate il Tiranno. Che poi saremmo noi stessi.

italianicacciateiltiranno

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L’educazione alla legalità a Siena: con le Contrade

Una piccola cosa per capire e per capirsi sul ruolo fondamentale che hanno le Contrade di Siena nel filare e tessere il sociale. E per allontanare una volta di più tutti coloro che polemicamente e inutilmente ne fanno oggetto di attacco.

A conclusione del progetto “Educazione alla Legalità”, giovedì 22 novembre alle ore 18 il Circolo culturale dei Battilana presenterà nei locali museali della Contrada della Torre, in via di Salicotto a Siena,  il libro con dvd “Dalla vigna estirpiamo la mafia” realizzato dai ragazzi disabili della Cooperativa Impegno Sociale di Siena.

Alla presentazione interverranno Michele Gagliardo del Gruppo Abele di Torino come relatore e il gruppo musicale “Dal nostro canto”, con canti popolari.

Il twittatore

Quarant’anni fa, oggi, moriva Ennio Flaiano, scrittore del novecento talmente italiano da non esserlo.

Un’intelligenza sopraffina lo portò a esprimere  assiomi validi nel tempo con la naturalezza con cui si alza gli occhi al cielo e si capisce che tempo fa.

“Se i popoli si conoscessero meglio si odierebbero di più” è di un’attualità abbagliante.

Oggi ci sono gli ebook. le edizioni economiche, le promozioni: lo si può leggere facilmente.

Capirlo a fondo è un’altra partita. Lui lo ha sempre saputo, ma non ne ha fatto una malattia: “il peggio che possa capitare a un genio è di essere compreso”.

L’avesse scritto oggi sarebbe si sarebbe preso almeno 20 retweet e altrettante stelline.

Il pensiero laterale di Beppe Viola

Stasera Rai3 ricorderà Beppe Viola a trent’anni dalla scomparsa.

Chissà se a questo maestro di giornalismo, ironia, pensiero, vita, piacerà il modo e il momento in cui lo faranno.

Vedremo.

Intanto, QUI c’è una sua piccola grande lezione di cosa deve essere il giornalismo, di come si deve pensare: sempre informati, ma anche lateralmente.

La perla del minuto 4:40 lo conferma.

Questo è stato Beppe Viola, un lateralista nato.

Che poi i lateralisti sarebbero (per dirla come una sua grande invenzione) quelli che sanno che troppo non vale mai la pena.

 

Il paese dei Manganelli

Quando a Siena uno dice di un ingrediente “l’ho preso dal Manganelli” significa che quello che andrà a preparare ha garanzia di riuscita. Che sia un panfortino, una teglia di ricciarelli, un tegame di salciccioli co’ fagioli all’uccelletto. Il Manganelli è una drogheria tanto bella e correttamente fornita, quanto scevra dalle sirene del marketing moderno, tant’è che non ha un sito internet. Chi ci deve andare sa dov’è (in via di Città) e chi non la conosce è giusto che continui a farlo e lasci il campo a chi sa pescarvi, con saggia parsimonia, i gioielli per indorare la sua tavola.

Su per tuscan

Viti e olivi toscani hanno patito parecchio quest’estate. Si dice che le prime si siano riprese all’ultimo chilometro, per le altre si vedrà quanta dell’acqua settembrina che hanno preso si trasformerà in miracolo verde acido. Su tutto, sopra la terra toscana, vigilano occhi attenti e partecipi. Sono quelli del mondo animale che sa quel che merita fare, a differenza di altri.

PS: Lui è Gighen, il padrone degli ulivi, lo ha testimoniato, come sempre, Andrea Pagliantini e cliccando qui si va al suo blog.

PS2: Avrei messo altre foto, ma il simpatico aggiornamento a iOS6 me ne ha brasata qualcuna.

Vacca che bella

Non sono mai abbastanza i premi che riconosciamo alla natura e alla sua bellezza.

Quando lo facciamo in silenzio, semplicemente osservando, il più delle volte si tratta un premio disinteressato, e per questo il migliore.

Talvolta, come accadrà il 29 settembre a Crans Montana, in Isvizzera, lo si può fare anche con modi più conclamati, ma allo stesso tempo sinceri.

PS: L’osservatore si chiama Zorro, chi lo ha ritratto si chiama Andrea e QUI si va al suo blog e io sono grato a entrambi.