Pirlomani

Giusto poco prima che arrivasse la tanto attesa pioggia, ignoti hanno appiccato fuoco a una delle colline che circondano Gaiole in Chianti, quella di Vertine.

Il resoconto, testuale e fotografico sugli effetti della nefandezza, realizzato da Andrea Pagliantini, lo trovate QUI.

Di fronte a tali “imprese” si fa davvero fatica a trovare le parole per descrivere gli autori del gesto, autentici pirla venuti al mondo solo per nuocere, e ancora di più non si riesce a trovare i modi per prevenirne le azioni.

Forse un giorno ci riusciremo.

Antipasti, no aperitivi

Ruffolo, alle porte di Siena venendo da sud.

Una volta ci facevano un pane che era il meglio si potesse trovare nel raggio di venti chilometri.

Da 33 anni si tiene la sagra degli antipasti.

Cioè si mangia tutte quelle cose con cui ci si ingozza ai pranzi delle feste o ai cosiddetti “aperitivi”.

Solo che qui sono buone. Poi non c’è nient’altro. Meglio.

Non è un paese per orsi

Quest’anno avremo meno miele. Parecchio di meno. Colpa della siccità e di un ambiente sofferente.

Le notizie di ieri parlavano di una produzione in calo del 65%, praticamente due vasi su tre.

La nota ufficiale di inizio agosto dell’Asga (l’associazione dei produttori senesi, aretini e grossetani) si limitava a un 30-40% in meno.

Drammatica la produzione di miele di eucalipto: praticamente non c’è.

Va meglio con il tiglio e con il castagno, dato che la lotta al maledetto cinipede (accidenti a lui e a chi ce l’ha portato) pare stia dando frutti.

Su tutto va detto che l’anno prossimo, quando lo si acquista, bisognerà fare parecchia attenzione all’affidabilità del produttore.

Parecchio miele sarà giallo, e non per caratteristiche organolettiche, ma perché verrà dalla Cina.

Il luddismo dei campi

Alla fine la natura ha sempre la meglio.

Carri, arnesi e trattorini escono sfiniti, stracciati da un’antica lotta.

Che diventa un ricordo per le serate d’inverno, quando i rivali si trovano dalla stessa parte.

Sì, è Toscana.

Hollywood Siena Party

Noi in India non crediamo di essere, sappiamo di essere“.

In Hollywood party lo dice Peter Sellers agli hippy che hanno scritto “Socrate beve la cicuta” sul dorso di un elefante.

E spiega: “È un’offesa. Cosa direste voi se io dipingessi un paio di baffi neri alla vostra first lady?” ed esorta i giovani finti colti a lavare l’elefante.

Ieri a Siena, ai giardini di vicolo della Fortuna, nella Contrada della Torre, è stato deturpato da “ignoti” un simbolo della civiltà senese.

Lo si è fatto con una profonda mancanza di rispetto, in primis per se stessi.

Chi ha compiuto il gesto, infatti, non rappresenta la continuità civile e civica senese.

Perché noi a Siena non crediamo di essere, sappiamo di essere.

Cortona al meglio: Osteria del teatro

Andare a Cortona è di moda, specie per gli stranieri: americani, inglesi, francesi, tedeschi.

E la cittadina aretina apre bene le porte, si sa far apprezzare, anche con un articolato e attento sistema ristorativo.

Sua eccellenza è l’Osteria del teatro, di Emiliano Rossi, chef che fu chiamato a coordinare la cucina in occasione della visita di Gheddafi in Italia e che rifiutò proprio per non lasciare la sua di cucina, a testimonianza di quanto ci metta le mani di suo.

Da lui si mangia puramente toscano ma con il caleidoscopio in mano, per come sa variare luci e colori dei piatti.

Da non perdere il trionfo di frutta finale. E in cantina non cercate solamente i syrah cortonesi: chiedetegli vino dell’Orcia, gli farete piacere e vi farete piacere.