Vacca che bella

Non sono mai abbastanza i premi che riconosciamo alla natura e alla sua bellezza.

Quando lo facciamo in silenzio, semplicemente osservando, il più delle volte si tratta un premio disinteressato, e per questo il migliore.

Talvolta, come accadrà il 29 settembre a Crans Montana, in Isvizzera, lo si può fare anche con modi più conclamati, ma allo stesso tempo sinceri.

PS: L’osservatore si chiama Zorro, chi lo ha ritratto si chiama Andrea e QUI si va al suo blog e io sono grato a entrambi.

Ricordando Anna ed El’sa

Passando per Marzabotto si vede un cartello con una semplice scritta: ricorda.

Dire “ricorda” è diverso da “non dimenticare”: invita all’azione, che è meglio che esortare a evitare l’inazione. Un passo in più, che va sempre fatto.

A proposito di passi in più, il 5 ottobre alle ore 21 e  il 6 ottobre, alle ore 18:30 e 21, torna in scena a Milano, presso l’Area Pergolesi (via Pergolesi 8 a Milano) la nuova edizione dell’opera teatrale EL’SA K , per commemorare il sesto anniversario della morte di Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata a Mosca il 7 ottobre 2006.

L’opera è stata scritta da Andrea Riscassi, giornalista italiano di razza, rara mente libera e lucida dello scenario dell’informazione nazionale.

Per la regia di Alessia Gennari, l’opera narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, della violenza perpetratale e del suo omicidio si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.

Sabato 6 ottobre, la replica delle 18.30 sarà preceduta da una tavola rotonda (alle 17:30) con le associazioni Annaviva e lattOria sulla questione cecena e la figura di Anna Politkovskaja . Il biglietto dello spettacolo costa 13 euro.

Per informazioni e prenotazioni: 2012elsak@gmail.com

 

 

 

Ci vuole la chiavina

Una nota del Comitato per la Tutela del Palio di Siena riporta di aver ricevuto notizia che alla Festa Nazionale del Partito Democratico di Reggio Emilia, nello stand “Terra di Siena”, sono state esposte le bandiere delle 17 Contrade.

Abusivamente.

La nota, infatti, dice che «nessuna autorizzazione è stata richiesta e tantomeno concessa dal CTPS. Abbiamo provveduto a diffidare il Pd di Siena e le altre entità interessate al rispetto dei regolamenti e della prassi secondo i quali l’uso improprio è un danno arrecato alla Città e alle sue storiche istituzioni».

Dei recenti abiti senesi (la banca Mps che polverizza una solidità secolare, gli onorevoli Bindi, Cenni e compagnia che mettono la Provincia di Siena in mano a Grosseto, la città commissariata, il Santa Maria della Scala che chiude) questa è la cravatta regimental.

A Siena lo sanno anche le lastre che per esporre qualsiasi simbolo in contesti extra moenia bisogna passare dal Ctp e che questo non si tira indietro nell’appoggiare richieste che arrivano dall’interno.

Non averlo fatto può essere segno di superficialità o di supponenza. E non si sa quale scegliere.

Dove vai se il lockout non ce l’hai?

La NHL, National Hockey League è in lockout.

Significa che negli Stati Uniti non si ricomincia a giocare al disco su ghiaccio perchè i poveri giocatori non ricevono dalle società i soldi che chiedono.

Sciopero, via.

Con la differenza che possono, frattanto che non trovano un accordo con l’istituizione, andare a prestare la propria opera altrove. Si allenano, giocano, guadagnano.

Altrove significa in Europa. Come in Svizzera.

Diverse società elvetiche hanno subito approfittato chiamando alcuni giocatori professionisti a rimpolpare i loro ranghi.

Diverse ma non tutte: solo chi, per bilancio, se lo può permettere.

I ricchi, insomma. I poveri, come l’Hockey Club Ambrì Piotta, espressione della Val Leventina, possono solamente solidarizzare con i poveri scioperanti.

E anche un po’ prenderli per le mele.

Vieni, c’è una strada nel bosco

Ieri nei colli di Brianza c’erano quelli che giocavano a far la guerra.

Avvicinandomi alla loro posizione ho udito gli echi di ciò che ho poi capito essere un assalto, ma a tutta prima sembrava più facessero una partita a quiddich.

Avvistatomi, ho sentito che con le ricetrasmittenti mi hanno definito “civile”, al che mi è venuto l’istinto di digerire forte, per far invertire il senso dell’appellativo: farsi dare dell’incivile da chi pensa che la guerra sia un gioco è un buon titolo.

Ma ho fatto bene a non farlo: avrei turbato loro la giornata e con che guadagno?

Passandogli vicino, perfettamente ignorato, ho potuto notare, dal tono delle parole, dalle pacche e dalle attenzioni reciproche, che fra loro c’era una bella empatia. Spartana.

Il fattore K dei social media

Dopo Klout c’è Kred.

Che è come dire che dopo Facebook o Twitter arriva Pinterest a suggellare il trionfo del visuale.

Kred è uno strumento che raffigura per immagini e didascalie il proprio grado di influenza sui social media, semmai questa cosa riscuota interesse, semmai questa cosa abbia importanza.

Dalla sua ha che è di più immediata comprensione di Klout, e ci mancherebbe.

Si accede QUI.